Cucina regionale • Romagna
La Piadina Romagnola, una ricetta antica che racconta una storia tutta da scoprire

La Piadina Romagnola, una ricetta antica che racconta una storia tutta da scoprire

La Piadina Romagnola è un prodotto tipico dell’Emilia-Romagna a base di farina di grano tenero, acqua, grassi, sale, e alcuni ingredienti opzionali.

Si presenta come una sfoglia spianata e circolare, generalmente sottile, e si consuma in spicchi oppure intera farcita a piacere.

Non esiste un'unica ricetta della piadina, ma esistono diverse varianti locali. La principale variabile è la componente grassa. Quello che è importante però ricordare è che la piadina si presenta in due tipologie: la “Piadina Romagnola” classica, compatta, friabile, spessa e più piccola, e la “Piadina Romagnola alla Riminese”, morbida, sottile e di diametro maggiore.

Ormai diventata piatto nazionale, amata da tutti gli italiani tanto per la sua bontà quanto per la sua semplicità e versatilità, ha in realtà origini antichissime e racconta la storia della gente della Romagna. Ha avuto un ruolo importante nell'alimentazione povera della popolazione della zona. Si trovava inizialmente sempre e solo nelle tavole delle famiglie Romagnole in sostituzione del pane lievitato, quando quest'ultimo non era disponibile, oppure nei periodi di miseria in cui era necessario un impasto azzimo che riempisse e saziasse.

piadina romagnola
Foto: copyright by Giulia Milani

Le Adzore

La custode della ricetta della Piadina Romagnola era, ed è tuttora, la adzora.

La azdora era la matriarca, dalla quale dipendeva l’amministrazione della casa e della famiglia. A lei spettava il compito di guidare le altre donne della famiglia. Era lei ad andare al molo e ricevere il pescato dalla barca del marito, occupandosi poi della vendita in paese e nei centri vicini, così come di accudire alle altre faccende domestiche e di occuparsi di vendere al mercato i diversi prodotti dell’orto e del pollame allevato. Con il ricavato di questi commerci faceva poi la spesa, acquistando quello che serviva alla famiglia. E’ normale dunque, che fosse anche la depositaria dei segreti del buon mangiare, necessario al sostentamento e alla gioia della famiglia.
Le azdore esistono tuttora, trasformatesi in custodi attente e appassionate delle tradizioni gastronomiche, e continuano a riscuotere rispetto e deferenza.

Il "testo"

La piadina deve poi il suo sapore così unico, non solo alle mani abili delle adzore, ma anche alla tipologia di cottura. La storia della piada si intreccia infatti in maniera indissolubile con un oggetto semplice, affascinante e ormai quasi scomparso: il testo, il solo strumento per cuocere una piada originale.

Il testo romagnolo è una padella larga e piatta e arginata da un doppio bordo, su cui, una volta caldo, si appoggia la piadina e la si cuoce circa un minuto da ogni lato.
Le sue origini risalgono all'epoca Romana dove i legionari delle truppe dell'Impero usavano impastare acqua e farina per poi ottenere delle sottili sfoglie di farina e acqua (l’antenato storico della piadina) che cuocevano su tegole in terracotta.

Per approfondire la storia della Piadina Romagnola e scoprire i migliori locali in cui assaggiarla leggete l’articolo completo di Giulia Milani su Il Vaso di Pandoro.


Giulia Milani* Giulia Milani: appassionata di gastronomia e turismo, autrice del Blog "Il Vaso di Pandoro", è laureata in Scienze Gastronomiche e ha un Master in Cultura del Cibo e del Vino per la promozione e valorizzazione delle risorse enogastronomiche. Ha ottenuto l'abilitazione professionale come Accompagnatore turistico.
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