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CittadellArteVino 2019

CittadellArteVino 2019

Il ritorno del sole ha salutato la prima giornata della seconda edizione di CittadellArteVino, evento organizzato da Roberto Cecchele e Cristian Conte nella bella location di Villa Colombara appena fuori Cittadella, in provincia di Padova.

Villa Colombara a Padova

L’accogliente giardino antistante la villa dove sono presenti i banchi dedicati al food ed alcuni birrifici artigianali consente di passare un bel pomeriggio non solo ad addetti ai lavori e wine lover, ma anche alle famiglie. Quest’anno l’evento enogastronomico si accompagnava ad una lodevole iniziativa a carattere artistico volta a premiare la migliore opera artistica e la migliore etichetta di vino tra quelle realizzate dagli studenti dell'Istituto d'Arte Fanoli di Cittadella, con un’esposizione che catturava l’attenzione anche dei bambini presenti.

L’offerta di vino ai banchi d’assaggio è piuttosto vasta, ma non enorme, e può quindi essere affrontata nell’ambito di una giornata.
La gamma di prodotti, sia per tipologia, sia per territorio di provenienza, consente di realizzare un percorso enologico piuttosto interessante e completo: dagli spumanti più facili, adatti all’aperitivo, ad alcuni preziosi spumanti metodo classico di grande complessità, per passare a vini bianchi e rossi di regioni italiane molto vocate (con un’escursione anche fuori dall’Italia, precisamente in Slovenia), per finire con alcuni vini dolci, spumanti e passiti.

In base a quanto abbiamo potuto constatare nella giornata di domenica, il pubblico è sembrato mediamente molto attento e competente, interessato a soffermarsi con i produttori presenti per conoscere a fondo i vini in degustazione.

Grande successo di partecipazione anche per le Master Class in programma.
Personalmente ho partecipato a quella dedicata ad alcune particolari espressioni di spumantizzazione con rifermentazione in bottiglia di Pinot nero, in bianco e in rosé, presentata da Elena Schipani e condotta da Alessandro Scorsone, Sommelier Master Class, Maestro cerimoniere di Palazzo Chigi, e giornalista e responsabile della Guida Vini Buoni.

Masterclass

La presenza attiva dei produttori, Arianna Pianelli, per le etichette Arcari+Danesi e Solo Uva, Luca Bellani, e Nicola Gatta per le etichette omonime, ha reso la degustazione davvero interessante, non solo per il livello dei vini versati nei calici, ma anche per l’opportunità di ascoltare dalle lore parole l’intenzione e lo studio che li rendono unici.
Unicità che è stata rispettosamente enfatizzata da Alessandro Scorsone, che ha evitato di servirsi di “effetti speciali” su aromi e sentori, con cui spesso si cerca lo stupore del pubblico in queste occasioni, richiamando invece l’attenzione alla vera sostanza di questi progetti enologici.

Il filo conduttore di queste diverse espressioni del re indiscusso dei vitigni a bacca nera, il pinot noir, pur nella peculiarità di ciascuno, è la ricerca dell’espressione più genuina del territorio e del frutto.
Niente prevalenze della “crosta di pane” quindi, nota così frequente e un po’ ruffiana in molti vini a metodo classico prodotti anche in questi stessi territori, ma piuttosto del frutto e del corpo, con una certa "muscolarità", come lo stesso Alessandro Scorsone ha evidenziato.

Prenderebbe molto spazio riportare per intero il racconto di ciascuna delle bottiglie in degustazione. Basti sapere che almeno per due dei produttori presenti la stessa definizione di metodo classico può stare stretta, tanto che si parla di metodo Nicola Gatta per i Franciacorta di sua produzione (cito la denominazione solo per riferirmi al territorio di produzione visto che i suoi vini volutamente rinunciano ad essa), e di metodo Solo Uva per i vini presentati da Arianna Pianelli.
Selezione per la ricerca della massima qualità è invece la parola d’ordine di Luca Bellani, forte di ben 18 ettari coltivati a Pinot nero destinato allo spumante, nella parte più meridionale dell’Oltrepò Pavese, che gli permettono di selezionare solo il 10% del raccolto ai suoi prodotti di punta, il Sessanta e il Centoventi, quanti sono i mesi di rifermentazione. Tutti i vini in degustazione sono prodotti da uve Pinot nero al 100%.

I Vini in degustazione:

Sessanta di Luca Bellani - dosaggio zero (Oltrepo Pavese)

Centoventi di Luca Bellani - rosé a dosaggio zero (Oltrepo Pavese)

Coro delle Monache - millesimato 2013 di Arcari+Danesi (Franciacorta)

Solo Uva - rosé (Franciacorta)

Blanc de Noirs di Nicola Gatti - nature (territorio orientale della Franciacorta, senza denominazione)

Edizione limitata di Nicola Gatti - 2005-2015 e 36 mesi sui lieviti in bottiglia - prodotto con ricerca dell’ossidazione usando un metodo assimilabile al Solera, utilizzando 11 annate consecutive.

vini in degustazione

Il mio invito è quello di cercare l’occasione di incontrarli, a Cittadella nella giornata di oggi o in una futura occasione, per sentire direttamente dalle loro parole tutto quello che per ragioni di spazio ho trascurato di raccontare, e soprattutto per degustare i loro vini che non mancheranno di sorprendervi.

Venendo ai banchi d’assaggio, molto spazio servirebbe per una presentazione completa, ma per necessità di sintesi mi limiterò a richiamare solo alcuni dei piacevoli incontri fatti.

  • Sacra Mundi di Chiampo (provincia di Vicenza, nella Doc Monti Lessini) per i suoi vini ottenuti da uva Durella, nella versione bianco tranquillo e spumante con rifermentazione in bottiglia: se ancora non avete imparato ad apprezzare questo vitigno e il Durello metodo classico non mancate di farlo alla prima occasione, e questo produttore ne è una bella espressione.
  • La Cantina Monte del Frà ed in particolare il suo Custoza superiore: per gli amanti dei vini bianchi dotati di struttura e potenzialità anche per un certo invecchiamento il consiglio è di non perderlo, anche per l’ottimo rapporto qualità prezzo.
  • Colle Sant’Elena della Doc Colli Euganei: un progetto commercialmente recente, ma che ha le sue radici su vigneti storici, presenti fin dal 1928: oltre ai vini più classici per questo territorio, come il Fior d’Arancio, in degustazione si trova una vera chicca, un passito di moscato rosa che è una vera rarità.
  • L’azienda Olianas dalla Sardegna coi i suoi Vermentino e Cannonau riserva degni di nota.


In conclusione, per la serietà e attenzione riscontrata nell'organizzazione, il livello tecnico delle degustazioni a tema e la bella location, per chi avesse perso quest'evento nell’edizione in corso di svolgimento ancora nella giornata odierna, posso sinceramente consigliare di non farsi scappare la prossima!

A.G. - 30-09-2019



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