Prodotti tipici
Tartufo Bianco d'Alba
Il Tartufo Bianco è uno dei prodotti più caratteristici della zona piemontese delle Langhe Roero e Monferrato. Si tratta di un corpo fruttifero di funghi appartenenti al genere Tuber che si sviluppa sotto terra. Si presenta con una forma irregolare, spesso appiattita. Ad oggi non esistono tecniche di conltivazione del tartufo, parliamo quindi di un fungo spontaneo che si raccoglie nel periodo autunnale fino all'inizio dell'inverno.
Il Tartufo Bianco d'Alba è molto più di un ingrediente: è un profumo che racconta una terra. Cresce nascosto tra le radici dei pioppi, dei tigli e delle querce, in un equilibrio fragile e perfetto che unisce natura, clima e tempo. Ogni tartufo è diverso dall'altro, frutto di un intreccio irripetibile di umidità, terreno e stagioni: per questo è considerato un dono, non una semplice produzione agricola.
La stagione di raccolta del pregiato Tartufo Bianco d'Alba inizia il 21 settembre. La raccolta del tartufo consiste in un'emozionante lavoro di squadra tra cane e trifolao: il cane individua il fungo a forma di tubero grazie al fiuto ben sviluppato mentre il cercatore si appresta ad estrarlo dal terreno.
Attorno a lui, ad Alba e nei borghi delle Langhe, si è sviluppata una vera cultura, fatta di fiere, aste e rituali che celebrano il legame profondo tra questo fungo ipogeo e la sua terra d'origine. Ogni anno, la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d'Alba diventa il cuore pulsante di questa passione: un luogo dove profumi, storie e tradizioni si intrecciano, trasformando un prodotto naturale in un simbolo di identità e di eccellenza italiana.
Usi in cucina
In cucina, il Tartufo Bianco d'Alba non si cucina: si celebra. È un ingrediente che chiede rispetto e semplicità, perché il suo profumo intenso e volatile si esprime al meglio a crudo, appena affettato con il tagliatartufi su piatti caldi ma delicati. Uova al tegamino, tajarin al burro, risotti mantecati o una semplice fonduta diventano esperienze straordinarie quando incontrano le sue scaglie sottili. Bastano pochi grammi per trasformare una ricetta nella quintessenza dell'autunno piemontese.
Per quanto riguarda i vini, la scelta ideale è quella che accompagna senza coprire. I bianchi strutturati del territorio, come l'Arneis o il Gavi, esaltano la freschezza del tartufo, mentre i rossi eleganti e morbidi — Barbera d'Alba, Nebbiolo, Barbaresco o Barolo giovani — ne sottolineano la complessità aromatica con equilibrio e profondità.
Fonte immagine: sito della Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d'Alba
















