Il 7 e 8 marzo, dalle 10:30 alle 20:00, torna Ficus al Massimo al Garum – Museo della Cucina (Via dei Cerchi 87), nel cuore dell’area archeologica del Circo Massimo, ad ingresso gratuito.
Tre sale, due piani, decine di brand indipendenti selezionati: per due giorni il museo si trasforma in uno spazio attraversato da creatività, ricerca e pubblico proveniente da tutto il mondo. Non un semplice market, ma un’esperienza immersiva costruita dentro un contesto storico unico, dove la creatività contemporanea dialoga con la storia millenaria di Roma.
Tra passato e presente, tra artigianato e ricerca estetica, Ficus al Massimo propone un modello di mercato culturale in cui l’esperienza supera l’acquisto e la scoperta diventa parte integrante del luogo.
Un’edizione che valorizza la creatività femminile
In occasione della Festa della Donna, l’edizione di marzo riflette una presenza femminile sempre più forte e strutturata nel panorama creativo indipendente italiano.
Una parte significativa dei progetti presenti nasce infatti da imprenditrici, artigiane, designer e illustratrici che hanno scelto la creatività come forma concreta di impresa, unendo manualità, sostenibilità e visione personale. Non una celebrazione simbolica, ma una realtà imprenditoriale che trova spazio e visibilità.
Il valore di Ficus al Massimo
Ficus non è solo ciò che si trova, ma il modo in cui lo si scopre.
Ogni brand è selezionato per identità e coerenza.
Ogni progetto racconta una ricerca autentica.
Ogni oggetto porta una firma creativa reale.
È un market pensato per chi cerca qualcosa che non sia produzione in serie, ma espressione creativa indipendente.
Cosa trovare
Moda sostenibile
Pezzi unici handmade
Illustrazioni e poster
Gioielli artigianali
Home decor
Vintage ricercato
Libri e vinili da collezione
Tra i brand
Nel mondo Panupà di Paola Spanu il colore diventa codice identitario e l’accessorio diventa presenza. Borse e accessori si distinguono per l’uso di fantasie e palette cromatiche vibranti, pensate per chi vive lo stile come forma di espressione personale, con una scelta consapevole e sostenibile.
Muymakò di Giulia Passariello propone intimo pensato per accompagnare, con collezioni che uniscono comfort, femminilità e carattere.
27 Animalier di Tiziana Cardella vive sul confine tra memoria e contemporaneità. Ogni capo viene dipinto a mano o arricchito da disegni originali trasferiti sul tessuto, trasformando l’abbigliamento in superficie espressiva.
Wordlines trasforma il linguaggio in materia visiva attraverso i calligrammi di Cecilia De Lucia, dove scrittura e segno grafico diventano forma e presenza.
I gioielli Zuije, creati da Anna Patteri, nascono da un dialogo con la natura, tra geometrie spontanee e armonia silenziosa.
Il Museo
Girando nel museo si può ammirare la più importante, eclettica e rara collezione privata di arti e letterature culinarie esistenti al mondo, offerta gratuitamente al pubblico. Libri rari di cucina e prime ricette a stampa dei piatti più amati come Panettone, mortadella, supplì e zuppa inglese, insieme a migliaia di arnesi, pentole e arredi che spaziano dagli stampi barocchi per il gelato di primo Seicento alle cucine a gas degli anni Cinquanta, dalle mezzine toscane ottocentesche alle macchine per la pasta contemporanee fino alle pentole di design del secondo Novecento.
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