Vini rosati
Chiaretto: dal Garda a Verona il rosa che conquista

Chiaretto: dal Garda a Verona il rosa che conquista

Bardolino è una delle località più note per il turismo del versante Veronese del Lago di Garda, e dà il nome alla Denominazione di Origine Controllata che condivide con la vicina e più celebre Valpolicella i vitigni autoctoni che hanno fatto la fortuna di questi territori per la produzione di vini rossi. Rossi e rosati, perché per la DOC Bardolino è probabilmente il Chiaretto, la versione rosè, o diciamo pure “rosa”, il prodotto che commercialmente ha conquistato il favore di un pubblico sempre più ampio, perché adatto a un consumo più moderno, vicino al gusto anche dei più giovani.

Chiaretto spumante

Così il Consorzio di Tutela del Chiaretto e del Bardolino negli ultimi anni ha tinto di rosa con diversi eventi strade, piazze, parchi e calici tra Bardolino e Verona, per far conoscere sempre di più le migliori espressioni del Chiaretto, in versione ferma o spumante.
Lo ha fatto anche nell’ultimo weekend di settembre per salutare la fine dell’estate con “100 Note in Rosa Festival”, inserito all’interno del Mura festival di Verona in cui è protagonista la musica e lo street food nazionale e internazionale, a ribadire la versatilità del Bardolino e soprattutto del Chiaretto. In un’atmosfera conviviale nel bel parco del Bastione di San Bernardino sono presenti una ventina di cantine che ben rappresentano le diverse zone della DOC Bardolino: Cantina di Custoza, Cantina Valpolicella Negrar, Cantine Vitevis - Cantina Castelnuovo del Garda, Casetto, Gentili, Il Pignetto, La Cà, La Pesenata, Le Fraghe, Le Ginestre, Le Morette, Le Tende, Le Vigne di San Pietro, Monte del Frà, Fratelli Poggi, Poggio delle Grazie, Roccolo del Lago, Roeno, Giovanna Tantini, Tommasi, Vigneti Villabella.

Diverse le espressioni di Chiaretto spumante presenti, vino ideale per l'aperitivo, che risulta per freschezza e gradevolezza, al naso e in bocca, una naturale alternativa ad altre bollicine a metodo Charmat molto più popolari (non facciamo nomi ma tutti possono facilmente interpretare), e che anzi avendo alle spalle uve a bacca rossa capaci di dare vita a vini molto strutturati, le può superare per potenziale in termini di abbinamento.

Doc Bardolino

Nonostante sia un vino che nasce con una vocazione di certa facilità di beva, chi avesse la fortuna di provare diverse etichette nella stessa degustazione, come ho avuto io ieri, si sorprenderebbe di come ciascuna espressione si riveli e si distingua per alcune peculiarità, conferite evidentemente da terreno, esposizione e dal lavoro in cantina.
Freschezza, una certa mineralità, un bel bouquet fruttato e floreale sono note comuni di questo prodotto, ma su questa base ciascuno fa emergere la propria identità.
Senza far torto alle altre etichette, tutte di ottima qualità, personalmente sono stato conquistato dal Chiaretto spumanteCépage” della cantina Le Morette di Peschiera del Garda, che produce anche Lugana, per la sua freschezza, la corrispondenza tra profumi e aromi con note d‘agrume dolce, la sua persistenza in bocca con un piacevolissimo finale che invoglia al sorso successivo. Stessa piacevolezza ritrovata anche nella versione ferma. Mi ha invece colpito per la sua mineralità, ma anche morbidezza, il Bardolino Chiaretto spumante di Casetto, di Cisano di Bardolino, il quale si distingue per l’impiego di una percentuale di Merlot, oltre alle classiche uve Corvina, Rondinella e Corvinone.

Spazio meriterebbero anche alcune etichette di Bardolino rosso che ho avuto modo di degustare, ma per volontà di sintesi mi limiterò a dare un piccolo spazio ad una cantina che ha nel 2019 la sua prima annata di produzione in proprio (prima i vigneti di proprietà erano dati in affitto), con scelta di produzione biodinamica. Si tratta dell’Azienda agricola La Pesenata di Lazise, località Palù, giovane azienda di un’altrettanto giovane titolare, Lucia di Marzo, di cui mi ha colpito in particolare Rubus, il Bardolino rosso, per la gradevolezza dei profumi, ma anche per essere asciutto e morbido al palato. Certo la strada da fare per l’azienda è ancora lunga, ma la loro piccola produzione merita certamente un grande incoraggiamento.

Una parola anche per lo street food presente al festival “Mura”, di cui ci ha colpito particolarmente la proposta venezuelana con le sue Arepas, un panino davvero invitante con filacci di carne e platano, che abbiamo ben accompagnato con un calice di Chiaretto!

Steet Food

Antonio Giuliani - Itinerarinelgusto.it