Un po' di storia
Prima di tuffarci tra teglie e sfoglie di pasta, però, vale la pena fare un piccolo viaggio nel tempo. La lasagna non è solo un capolavoro del gusto, ma una ricetta dalle origini antichissime: già ai tempi dei Romani si gustava il laganum, una sottile schiacciata di farina cotta al forno o sul fuoco. Nel corso dei secoli, questa preparazione si è evoluta, ha incontrato il pomodoro dopo la scoperta delle Americhe e ha trovato la sua consacrazione nella tradizione emiliana e campana, diventando uno dei simboli più iconici e amati della gastronomia italiana nel mondo.
Ma la lasagna è molto più di un piatto storico: è il piatto delle feste per eccellenza, il re indiscusso dei pranzi in famiglia della domenica. Prepararla è un vero e proprio rituale collettivo - dalla stesura della pasta alla stratificazione meticolosa degli ingredienti - capace di unire le generazioni in cucina ancora prima di sedersi a tavola. Perché alla fine, ogni strato di lasagna non racchiude solo sapore, ma calore, ricordi e voglia di stare insieme.
Due anime, un'unica passione: Emiliana vs Napoletana
Quando si parla di lasagna, l'Italia si divide in due grandi scuole di pensiero, entrambe straordinarie ma con personalità completamente diverse. Non è una competizione, è piuttosto un dialogo secolare tra due filosofie di cucina.
La Lasagna Emiliana (o Bolognese)
Qui il rigore di Parma e Bologna ha trasformato la lasagna in un capolavoro di equilibrio. La sfoglia, carta velina di pasta fresca all'uovo, spesso colorata di verde dagli spinaci, racchiude il vero cuore: il ragù alla bolognese, quel sugo denso e vellutato che cuoce lentamente, marmorizzando il manzo con il maiale in un brodo di vino e odori. A ogni strato, la besciamella fluida e cremosa abbraccia la pasta come una nuvola calda, e il Parmigiano Reggiano crepita sotto la superficie dorata. Il risultato è una lasagna che sussurra piuttosto che grida: setosa, sussiegosa, dove ogni boccone rivela un equilibrio perfetto e silenzioso.
La Lasagna Napoletana
A Napoli, la lasagna non sussurra: canta, danza, celebra. La Lasagna Napoletana è nata come piatto da festa grande, da Carnevale, quando le cucine potevano permettersi di esagerare. Qui la pasta di semola (spesso con i bordi arricciati come un abito barocco) fa da scaffale a una sinfonia di ricchezze: non c'è besciamella fredda e distaccata, ma ricotta cremosa che accoglie tutto. Il vero spettacolo è il ripieno: un ragù napoletano scuro e profumato, cotto per ore con pezzi interi di carne, polpettine fritte che si sciolgono, uova sode a fette, provola filante, fette di salame che lasciano alone di spezie. Ogni boccone è un'affermazione di abbondanza, di generosità, di gioia.... leggi il resto dell'articolo»
Lasagna + Vino: gli abbinamenti perfetti
Non è un dettaglio minore: il vino giusto è quello che trasforma la lasagna da piatto a celebrazione.
Con la Lasagna Emiliana, lasciatevi guidare dai rossi della tradizione del nord. Un Barbera, dai tannini eleganti e dal carattere non invadente, scivola tra i veli di pasta e besciamella senza sopraffare la delicatezza del piatto. Se preferite la freschezza, un Lambrusco di Reggio Emilia (il vero lambrusco, leggermente frizzante e secco) è la scelta perfetta: acidità che ripulisce il palato, bolle che giocano con la cremosità della salsa. C'è anche chi, in modo più raffinato, abbina un Gavi, bianco secco e minerale, che crea un dialogo sottile con il Parmigiano Reggiano.
La Lasagna Napoletana, invece, chiede vini che le stiano alla pari, capaci di reggere la ricchezza del ripieno. Un Greco di Tufo o un Fiano di Avellino, bianchi campani strutturati e profumati, portano freschezza in un piatto generoso. Se amate i rossi, l'Aglianico del Vesuvio o della Basilicata è la scelta che celebra l'abbondanza: un vino scuro, affumicato, che dialoga alla pari con salame, carne e ricotta.
Lasagna d'estate: tre variazioni al passo con il caldo
Chi lo ha detto che la lasagna appartenga solo ai mesi invernali? L'estate regala ingredienti straordinari capaci di trasformare questo classico in un piatto più leggero, profumato e perfetto per le calde giornate di luglio, senza rinunciare neanche a un grammo di gusto.
Lasagna alle zucchine e menta: il profumo di luglio in teglia
È la variante che celebra la generosità dell'orto estivo, trasformando un grande classico in un'esplosione di freschezza. Sottili rondelle di zucchine, spadellate e insaporite con aglio e menta, si alternano a una besciamella delicatamente aromatizzata e alla cremosità della crescenza. A coronare il tutto, una dorata crosticina di fontina filante.
Ingredienti
- Sfoglia: 250 g di sfoglie fresche all'uovo
- Condimento: 6 zucchine, 1 spicchio d'aglio, 165 g di crescenza, 60 g di fontina a cubetti, olio d'oliva e sale
- Per la besciamella alla menta: Latte, farina, burro, sale e menta essiccata (più 1/2 cucchiaino di menta per le zucchine)
Procedimento
- Fai soffriggere le zucchine tagliate a rondelle sottili in padella con aglio, olio e menta essiccata per circa 15 minuti; alla fine regola di sale e rimuovi l'aglio.
- Per la besciamella: prepara il roux sciogliendo il burro con la farina tostata, incorpora il latte tiepido a filo lavorando con una frusta per evitare grumi, insaporisci con il sale e la menta essiccata e fai addensare su fuoco basso.
- Ungi una pirofila con olio e alterna strati di sfoglia all'uovo, zucchine spadellate, fiocchi di crescenza e besciamella alla menta.
- Completa l'ultimo strato con la besciamella rimasta e i cubetti di fontina. Cuoci in forno preriscaldato a 180° per circa 45 minuti, finché non si sarà formata una crosticina dorata..
Ricetta tratta dal blog "Le Delizie di Rossella" su GialloZafferano
Lasagna al pesto genovese: il grido di libertà dell'estate
Basilico fresco pestato al mortaio con pinoli, aglio ed eccellente olio extravergine d'oliva: è il pesto a farsi protagonista, incontrando la morbidezza della besciamella e la croccantezza dei pinoli tostati. In questa versione fortemente legata alle origini liguri, la teglia si arricchisce dei due classici compagni d'avventura del pesto: le patate sbriciolate e i fagiolini lessati. È una lasagna che "respira", che parla di orti affacciati sul mare e di brezza serale: un piatto profumato, leggero e ricco di sapore.
Ingredienti
- 250 g di sfoglia fresca all'uovo
- 180 g di pesto fresco di basilico
- 1 litro di besciamella
- 3 patate medie (già lessate e pelate)
- 200 g di fagiolini (già lessati)
- 70 g di Parmigiano Reggiano grattugiato
- 40 g di pinoli tostati
- 1 noce di burro per la pirofila
Procedimento
- Sbollenta per un paio di minuti i fogli di pasta all'uovo in acqua salata, scolali e adagiali su un canovaccio pulito. Schiaccia grossolanamente le patate già lessate e riduci a pezzetti i fagiolini.
- Imburra una pirofila e stendi sul fondo un primo strato di besciamella. Adagia le sfoglie di pasta, stendi un velo di pesto, una manciata di pinoli tostati, le patate sbriciolate, i fagiolini, abbondante Parmigiano e altra besciamella.
- Ripeti la sequenza (pasta, pesto, pinoli, patate, fagiolini, Parmigiano e besciamella) fino a esaurimento degli ingredienti. Chiudi l'ultimo strato con una sfoglia ricoperta di pesto, besciamella, pinoli e una generosa spolverata di Parmigiano.
- Inforna in forno statico preriscaldato a 200°C per circa 30 minuti, finché non si sarà formata in superficie una crosticina dorata.
Ricetta tratta da Il Cucchiaio d'Argento
Lasagna al pesto di pistacchio, mortadella e provola: opulenza d'aMare
Per chi non vuole rinunciare a un tocco di golosità, questa è la sintesi perfetta tra freschezza e generosità. L'intenso aroma del pesto di pistacchio si sposa alla perfezione con la morbidezza della mortadella e la nota affumicata della provola. Un vero e proprio ponte gastronomico che unisce la Sicilia alla Campania: una lasagna che profuma di festa estiva e di mare, dove la ricchezza degli ingredienti incontra la voglia di stare insieme.
Ingredienti
- Per le lasagne e il ripieno: 250 g di sfoglie per lasagne, 200 g di mortadella a fette, 200 g di provola a fette.
- Per la besciamella al pistacchio: 80 g di burro, 80 g di farina, 800 ml di latte, 200 g di pesto di pistacchio, sale fino q.b.
- Per la superficie: 50 g di pesto di pistacchio, 30 g di grana grattugiato, 25 g di burro a fiocchetti, granella o polvere di pistacchio q.b.
Procedimento
- Sciogli il burro in una pentola, unisci la farina e il sale e lascia cuocere per 2-3 minuti fino a doratura. Versa il latte a filo, mescolando fino a far addensare la besciamella sul fuoco per circa 5 minuti. Una volta pronta, incorporaci 200 g di pesto di pistacchio fino a ottenere una crema verde omogenea.
- Sporca il fondo della pirofila con un velo di besciamella. Adagia le sfoglie di pasta, coprile con un altro strato di besciamella al pistacchio, quindi aggiungi le fette di mortadella e la provola.
- Ripeti la sequenza degli strati (pasta, besciamella, mortadella e provola) fino a esaurimento degli ingredienti.
- Copri l'ultimo strato con abbondante besciamella, il grana grattugiato, i 50 g di pesto di pistacchio rimasti e qualche fiocchetto di burro. Inforna in forno statico preriscaldato a 180 °C (oppure ventilato a 170 °C) per 25–30 minuti.
Ricetta tratta da Fatto in casa da Benedetta
Star del grande schermo: la Lasagna è al cinema
Perché la lasagna ha conquistato non solo le tavole italiane, ma anche lo schermo? Perché è un piatto che non sa stare discreto: è generoso, è comico, è drammatico, è tutto quello che serve al cinema per raccontare storie vere.
Nel 1991, Roberto Benigni ha capito tutto questo con l'istinto del grande attore. In Johnny Stecchino, una delle scene più esilaranti del film lo vede a un pranzo di gala, costretto a mentire affermando di odiare le lasagne pur di non tradire la sua copertura. È un equivoco che nasce dal piatto stesso, perché la lasagna è così legata all'identità italiana che rinnegare il suo amore diventa un'impostura assoluta, comica, quasi tragica.
Ma è Garfield, il gatto arancione dei fumetti arrivato sul grande schermo nel 2004, che ha elevato la lasagna al rango di musa del cinema.

La sua ossessione per il piatto fumante non è una gag qualsiasi: è una dichiarazione d'amore che ha insegnato a milioni di spettatori che c'è una ragione per cui la lasagna merita adorazione incondizionata. La sequenza di Garfield che scende le scale verso la teglia profumante di besciamella è diventata parte dell'immaginario collettivo.
E poi c'è la Roma di Gianni Di Gregorio in Pranzo di Ferragosto (2008), dove il piatto non è un pretesto comico ma il cuore pulsante della tradizione, il centro attorno al quale ruota il 15 agosto romano, con tutte le sue contraddizioni calde e affettuose. Qui la lasagna non fa ridere, tocca, commuove, rimanda a quelle domeniche quando le famiglie si radunavano intorno a un piatto che sapeva di casa, di ricordi, di tempi che non tornano.
Il cinema lo sa bene: la lasagna è molto più di un'esperienza culinaria. È un'icona capace di raccontare chi siamo, di farci sorridere, commuovere e risvegliare ricordi lontani. Ecco perché il 29 luglio, in occasione del World Lasagna Day, il modo migliore per festeggiare non è solo mettersi ai fornelli, ma anche concedersi una serata speciale: una fetta di lasagna nel piatto e un bel film a farci compagnia.























