Vino e biodiversità
Quota 101 - Biodiversity Friend della Doc Colli Euganei

Quota 101 - Biodiversity Friend della Doc Colli Euganei

Le parole Bio e vino messe insieme portano alla mente ai più il vino biologico o quello biodinamico. C’è però un modo meno conosciuto di avvicinare queste due parole; non riguarda il vino direttamente, ma le azienda agricole, che cercano e si meritano il titolo di Biodiversity Friend. Si tratta di un riconoscimento attribuito alle aziende che dimostrano di perseguire la tutela della biodiversità in agricoltura.
A questa significativa certificazione è giunta, prima della provincia di Padova, l’azienda vitivinicola della Doc Colli Euganei “Quota 101”.
Un’azienda giovane, nata pochi anni fa, ma con le idee molto chiare, incarnate dalla famiglia Gardina che l’ha creata, e in particolare da Silvia, che la conduce insieme al padre Roberto con passione e ispirazione.

 

Acqua, aria e terra: sono questi i 3 elementi che vengono analizzati dagli ispettori dell'ente certificatore, la onlus “World Biodiversity Association”. Si tratta di una associazione, nata alcuni anni fa su iniziativa di alcuni naturalisti, molti dei quali italiani e veneti (nasce infatti nel 2004 al Museo di Storia Naturale di Verona), che è attiva in tutto il mondo per censire le specie animali e vegetali che stanno scomparendo alla velocità di 35.000 ogni anno.

 

Quota 101 è Biodiversity FriendLa serata organizzata da Quota 101 per presentare questo nuovo obiettivo raggiunto è stata l’occasione per ascoltare dalla viva voce di uno dei fondatori della World Biodiversity Association, Gianfranco Caoduro, oggi Presidente onorario, la storia dell’associazione e la sua mission, e per assistere ad una dimostrazione di come avviene la valutazione della biodiversità di un suolo, elemento che ha decisamente dato un significato molto più compiuto alla presentazione della certificazione.

In effetti avevo già incontrato questa certificazione durante una visita ad un’altra azienda veneta, “La Pria”, nella Doc Colli Berici, ma toccare, quasi, con mano cosa sta dietro al Biodiversity Friend ascoltando una persona appassionata e competente è certo un’altra cosa.

E’ stato illuminante non solo vedere quante piccole specie animali sono presenti in superficie e a pochi centimetri di profondità, ma comprendere come la difesa della biodiversità non riguardi solo le zone tropicali o più lontane dalle aree più densamente popolate, ma anche “casa nostra”, il nostro territorio, perché la sua negazione, la riduzione della biodiversità, non può che produrre effetti distorsivi e negativi anche nell’agricoltura e contro la nostra salute.

La sensibilità dimostrata dei titolari di Quota 101 nel voler essere “vignaioli consapevoli” ha accresciuto l’attesa per conoscere i loro vini, nell’occasione abbinati ai piatti della cena preparata dal giovane chef Alessandro Dal Degan, chef de La Tana di Asiago, eletto "Giovane dell'Anno" nella Guida i Ristoranti d'Italia dell'Espresso 2014.

 

Sono dell’opinione che il racconto di un vino serva solo nel momento in cui anche l’interlocutore lo ha nel calice e lo può assaggiare, ma non posso esimermi dal testimoniare che la qualità dei vini di Quota 101 merita di essere scoperta. Mi ha sorpreso, in effetti, anche in ragione della giovinezza dell’azienda. Tutti i vini sono assolutamente “centrati”, coerenti tra naso e bocca, piacevoli tanto a invogliare a far seguire un sorso all’altro.


Tra i bianchi il Malterreno è il più interessante, e d’altro canto è progettato per esserlo, con una parte di Garganega lasciata in appassimento. Tra i due rossi, senza nulla togliere al più strutturato Cabernet Colli Euganei Doc, affinato in piccole botti di legno, ho trovato molto piacevole il Poggio Ameno, definito dall’enologo dell’azienda il “secondo vino”, tra i rossi, proprio perché non destinato all’affinamento in legno e indirizzato ad andare sul mercato ancora giovane. Le note erbacee tipiche del Cabernet dei colli veneti è moderata quanto basta per lasciar spazio a una nota floreale e ai piccoli frutti rossi che si ritrovano nel gusto.

 

Il menu “biodiverso” preparato dallo chef Dal Degan, caratterizzato dall’utilizzo di prodotti tipici della zona montana di Asiago (sorprendente l’insalatina creata con 50 tipi di erbe aromatiche e spontanee e fiori), del pino mugo e dei prodotti caseari, ha rappresentato una preziosa occasione per apprezzare i vini della cantina Quota 101 nella loro capacità di accompagnare piatti di carattere, ricchi di note balsamiche.

 

Per approfondire la conoscenza di World Biodiversity Association: www.biodiversityfriend.org, www.biodiversityassociation.org/

Per approfondire la conoscenza dell’azienda agricola Quota 101: : www.quota101.com



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