Bevagna, nel cuore dell'Umbria, è uno splendido borgo, annoverato tra i più belli d'Italia, che incanta i visitatori con la sua architettura medievale perfettamente conservata. Camminando tra i suoi vicoli e nella suggestiva Piazza Silvestri, si respira la storia e una profonda tradizione che è ancora molto viva. In questo contesto storico e culturale, il paese conserva oggi un forte legame con San Nicola, il Santo protettore dei bambini e dei pellegrini.
Ogni anno, il 6 dicembre, il paese si anima con celebrazioni, piccoli riti e soprattutto con la preparazione delle tipiche pastarelle. Questi biscotti rustici e morbidi, dalla forma semplice, richiamano l'antica cucina povera contadina. La loro vera forza non risiede nella ricchezza degli ingredienti, ma nella semplicità e nel profondo valore simbolico che rappresentano per la comunità.
Come è nata la tradizione delle Pastarelle
Secondo la tradizione bevanate, il 6 dicembre San Nicolò fa visita ai bambini portando piccoli doni o dolcetti. Le famiglie preparavano le pastarelle come omaggio al Santo, come premio per i bambini buoni, come simbolo di abbondanza e protezione per l'inverno. Ancora oggi, molte famiglie del posto mantengono questa consuetudine, rendendo Bevagna uno dei pochi comuni italiani in cui questa tradizione è rimasta viva e identitaria.
Le pastarelle hanno origini molto probabilmente tardo-medievali.
Bevagna era un punto di transito per pellegrini e mercanti e il culto di San Nicolò era particolarmente radicato nelle comunità che vivevano lungo i cammini.
In passato avevano anche un valore votivo: venivano portate in chiesa per essere benedette e poi distribuite ai bambini o conservate per buona sorte.
Ricetta tradizionale delle Pastarelle di San Nicolò
La ricetta delle pastarelle è semplice, fatta di pochi ingredienti "di casa". A renderle davvero uniche è il profumo inconfondibile dell'anice, protagonista assoluto di questo biscotto.

Foto di congerdesign da Pixabay
Ingredienti
- 1 tazza di olio
- 1 tazza di zucchero
- 1 tazza di vino bianco
- Anice a piacere (semi o liquore, secondo abitudine)
- Farina quanto basta (q.b.)
- 1 bustina di lievito per dolci
Preparazione
In una ciotola capiente unisci olio e vino bianco. Aggiungi lo zucchero e mescola bene fino a scioglierlo.
Unisci l'anice nella quantità desiderata: in molte famiglie si usano i semi, altre preferiscono un goccio di liquore per un aroma più intenso.
Incorpora gradualmente la farina insieme al lievito per dolci, lavorando l'impasto fino a ottenere una consistenza morbida ma lavorabile.
Trasferisci l'impasto sul piano di lavoro infarinato e stendilo con il mattarello a uno spessore di circa 5 mm.
Ricava biscotti con formine a piacere: stelle, cuori, alberelli oppure semplici dischetti, come vuole la tradizione bevanate.
Disponi i biscotti su una teglia rivestita di carta forno e cuoci a 160°C fino a doratura.
Il tempo può variare leggermente, ma in genere bastano 12–18 minuti, a seconda del forno.
Le Pastarelle di San Nicolò non sono solo biscotti: sono memoria collettiva, festa del paese e tradizione familiare. Un piccolo gesto dolce che, ogni anno, continua a legare Bevagna al suo passato e alle sue radici.















