Manifestazioni
Gustus 2017

Gustus 2017

Si rinnova anche quest’anno il successo di Gustus, l’evento che mette in vetrina per il grande pubblico il vino e i gusti tipici dell’area berica, quella cioè che comprende i Colli Berici e le zone limitrofe, in provincia di Vicenza. Una zona che ha grandi tradizioni sia nella coltivazione della vite, sia nella produzione di prodotti tipici e piatti tradizionali, ma che fino ad anni piuttosto recenti non si era preoccupata di comunicare adeguatamente le proprie eccellenze.
Parlando del vino, poi, c’è stato un deciso cambio di rotta da parte di molte aziende, che hanno compreso, anche grazie al passaggio generazionale, che la chiave del successo in un’epoca in cui il consumo interno non è più quello di un tempo, mentre le esportazioni rappresentano una voce sempre più importante nel mercato vinicolo italiano, stava nella ricerca della qualità e nella valorizzazione della tipicità territoriale.
Si beve meno, ma si beve meglio, anche in Italia, e i prodotti devono essere più riconoscibili ed esprimere una forte personalità, per poter competere in un mercato sempre più globale, in cui un numero crescente di nazioni si sono affacciate alla produzione di vino di qualità.

Vini e prodotti di Gustus

Parlando di vini rossi, che rappresentano la vocazione più spiccata di questo territorio, la competizione con “brand” storicamente molto più noti - si pensi alla vicina Valpolicella, per non parlare dei grandi vini della Toscana e del Piemonte - rischia di essere schiacciante per questa DOC relativamente piccola come estensione, e che anche per errori del passato, è stata a lungo lontana dai riflettori. Eppure, le peculiarità climatiche e del terreno, se unite alla sapienza agronomica ed enologica, rendono la Doc Colli Berici una delle zone col più grande potenziale in termini di qualità.

Tornando all’evento, principale novità di quest’anno è stata il cambio di location. Dopo diversi anni in cui erano state le sale di Palazzo Braga Valmarana ad ospitare i vini ed alcuni tra i prodotti più distintivi della gastronomia locale, la manifestazione ha trovato ospitalità nelle sale del Palazzo Brusarosco-Zaccaria, sede della Biblioteca Internazionale “La Vigna”, sempre all’interno delle mura nel centro storico di Vicenza.

Spazio come ogni anno ad alcune interessantissime degustazioni guidate, quest’anno precedute nella giornata del venerdì da una conferenza sul tema del rapporto che lega la viticoltura dei Colli Berici alla geologia e alla morfologia di questo territorio: Paesaggi del vino dei Colli Berici.

Tra le degustazioni in programma, ci soffermiamo su quella dedicata al Merlot Colli Berici Doc, con una sequenza di diverse annate, ciascuna interpretata da un vino di una diversa cantina.
Ecco i vini in degustazione:

  • Fattoria Le Vegre - annata 2015
  • Azienda Agricola Inama, Campo del Lago - annata 2013
  • Azienda Agricola Punto Zero, Punto - annata 2012
  • Azienda Agricola Cavazza, Merlot Cicogna - annata 2009
  • Azienda Agricola Dal Maso, Casara Roveri - annata 2008
  • Azienda Agricola Piovene Porto Godi, Frà i Broli - annata 2001

La degustazione è stata brillantemente condotta da Claudio Serraiotto di AIS Vicenza e Giovanni Ponchia direttore del Consorzio Vini Colli Berici. La scelta del Merlot non è casuale, già che, a parte per i vitigni autoctoni sul cui rilancio negli ultimi anni questa Doc ha molto puntato, è proprio per vitigni internazionali come Merlot e Cabernet che questo terroir esprime tutto il suo potenziale, in termini di qualità e di specificità.

Ciascuna di queste splendide interpretazioni del Merlot, e le cantine che le producono, meriterebbe un'adeguato spazio di approfondimento, che in questo contesto non possiamo dare, per cui ci limiteremo a segnalare l'eccellenza, testimoniata dai sapienti conduttori, che le accomuna, pur con diverse personalità e caratteristiche. Un viaggio sensoriale, ma anche nella storia di questo territorio, e delle persone, che non può non avere entusiasmato i fortunati presenti e che ci sentiamo di girare come invito a scoprire i vini e le cantine, a tutti coloro che già non li conoscessero.

Grande successo di pubblico si diceva, che ha portato gli organizzatori ad imporre anche un numero chiuso nei biglietti venduti. Sorprende positivamente peraltro il tipo di pubblico, fatto prevalentemente di giovani, che dimostrano grande entusiasmo per questo nuovo rinascimento del vino italiano e veneto, in cui diventa essenziale conoscere la differenza tra uno spumante prodotto in autoclave piuttosto che col metodo classico, se il terreno dove cresce la vite è argilloso piuttosto che calcareo, se si tratta di un suolo di origine vulcanica o meno, se l’affinamento è avvenuto in legno, o in vasche di acciaio o di cemento, e così via.

Perché solo con una maggiore consapevolezza di dove e come nasce un prodotto è possibile arrivare a comprendere ed apprezzare i suoi elementi distintivi. In questo forse una sana curiosità, che non dovrebbe mancare ai giovani, può sopperire anche ad una mancanza di preparazione tecnica, che solo chi per passione o professione frequenta corsi o seminari può acquisire. La Doc dei Berici peraltro, al di là di offrire prodotti di assoluta qualità, è capace di incontrare i gusti più diversi, potendo contare su un’ampia gamma di prodotti, che va dai vini spumanti, secchi e dolci, ai vini bianchi d’annata o più strutturati, fino ai vini rossi di pronta beva, o adatti all’invecchiamento, anche prolungato.

A simbolo di questa ecletticità potremmo citare il Tai rosso, vino prodotto da un vitigno un tempo chiamato tocai, considerato autoctono, geneticamente identico al Cannonau di Sardegna e alla Grenache (tanto che ogni anno alcune sue espressioni partecipano con successo al concorso Grenaches du Monde), che tra le sale di Gustus era possibile assaporare in versione rosé spumante, di vino rosso fermo giovane e fruttato, e in versione di rosso con una struttura importante, capace di esprimere più di 14° alcol e adatto ad affinamento ed evoluzione in bottiglia prolungati.

I vini e la gastronomia veneta sembrano quindi pronti, ogni anno di più, a competere con successo con le più grandi espressioni dell’enogastronomia italiana. E in questo, oltre alla passione, all’ambizione e alla competenza delle nuove generazioni di produttori, anche quella dei vertici dei Consorzi di Tutela coinvolti sembrano giocare un ruolo fondamentale.