Con l'arrivo della primavera non sbocciano soltanto i fiori: nell'aria si avverte quella sensazione di rinnovamento che da sempre accompagna l'equinozio. In molte culture del passato questa data segnava l'inizio di un nuovo anno, un tempo simbolo di rinascita e di nuovi inizi.
Lasciandoci alle spalle le giornate più grigie dell'inverno, ci avviciniamo alla bella stagione e cresce la voglia di stare all'aria aperta, di camminare, di esplorare e di scoprire luoghi nuovi. Quale occasione migliore, allora, se non partecipare alle Giornate FAI di Primavera? Un appuntamento speciale che permette di entrare in luoghi straordinari, spesso non accessibili al pubblico durante l'anno.
I beni coinvolti sono moltissimi e raccontarli tutti in un solo articolo sarebbe impossibile. Per questo abbiamo scelto di proporre una piccola selezione di alcuni dei luoghi più affascinanti, spostandoci idealmente da sud a nord Italia alla scoperta di un patrimonio che merita di essere riscoperto. E, dato che ci piace mettere in luce anche il lato enogastronomico dei territori, abbiamo affiancato a ogni tappa alcuni suggerimenti su cosa assaggiare nei dintorni, per completare l'esperienza di visita attraverso i sapori locali.
6 Luoghi da FAI da vivere e assaporare durante le Giornate FAI di Primavera
Villa Rosebery a Napoli

Villa Rosebery, parco e palazzina borbonica - GFP202
Sulla collina di Posillipo, in uno dei tratti più suggestivi del golfo di Napoli, Villa Rosebery incarna perfettamente il senso dell'equinozio: un luogo in cui luce, natura e architettura trovano un equilibrio spontaneo. Non è un caso che il nome stesso della zona, dal greco Pausylipon, significhi "che libera dagli affanni": qui la primavera inizia con un senso di pace e tranquillità.
Durante le Giornate FAI di Primavera si può visitare il Parco, dove ammirare la flora mediterranea e lo stile del giardino inglese, la Casina Borbonica, la Darsena e la Grande Foresteria.... leggi il resto dell'articolo»
Cosa assaggiare nei dintorni
Visitare Villa Rosebery significa anche immergersi nei sapori di Napoli, dove la primavera si esprime con una sorprendente intensità. È il momento ideale per ritrovare:
- i profumi degli agrumi campani, che richiamano quelli del parco
- i grandi dolci della tradizione come la pastiera napoletana, simbolo della rinascita primaverile
- i vini del territorio vesuviano, come il Lacryma Christi DOC, che raccontano la relazione tra suolo vulcanico e coltivazione
Il Giardino di Villa Sgariglia a Grottammare (AP)

Giardino di Villa Sgariglia, Grottammare (AP) - foto FAI
Sulle alture che dominano la Riviera delle Palme, il giardino segreto di Villa Sgariglia custodisce un'atmosfera sospesa, dove il tempo sembra stratificarsi tra architettura, natura e memoria. Il complesso sorge sull'antico Castello d'Ischia e conserva ancora tracce della sua originaria funzione difensiva, visibili nei bastioni d'ingresso. Nel cuore della proprietà si trova un giardino quadrato cinto da mura, interpretabile come un hortus conclusus: uno spazio raccolto e simbolico, che richiama perfettamente il senso di equilibrio e introspezione legato all'equinozio.
Durante le Giornate FAI si ha l'occasione di esplorare proprio questi giardini, scoprendone gli angoli più nascosti e il loro valore simbolico. Tra gli elementi più affascinanti emergono gli antichi aranceti, testimonianza di un'attività agricola che tra Ottocento e Novecento rappresentò una risorsa economica importante per la villa. Il percorso include anche la chiesa, luogo di devozione privata, e l'accesso al piano terra della residenza, con scorci sulle sale che raccontano la vita quotidiana della famiglia.
Cosa assaggiare nei dintorni
In questo tratto delle Marche, il paesaggio si traduce naturalmente in cucina, in un continuo dialogo tra entroterra e Adriatico. Dopo la visita, il territorio invita a scoprire:
- le olive all'ascolana, simbolo della tradizione locale
- il brodetto di pesce, che racconta il legame con la costa
- i vini del territorio, come il Rosso Piceno o il Pecorino, espressione delle colline circostanti
Convento e Grotte di San Fortunato a Montefalco (PG)

Montefalco (PG) Convento e Grotte di San Fortunato - foto Carbone Farm Studio Factory
A poco più di un chilometro da Montefalco, immerso in un paesaggio di colline e vigneti, il complesso di San Fortunato è un luogo in cui architettura, spiritualità e memoria si intrecciano. Qui l'equinozio assume un significato quasi simbolico: un punto di equilibrio tra luce e ombra, tra superficie e profondità, proprio come il percorso di visita che alterna spazi aperti e ambienti raccolti.
Le origini del sito affondano in epoche remote, legate anche a una tradizione longobarda che identifica in questo luogo la figura di San Fortunato, evangelizzatore venerato nel territorio. Della basilica paleocristiana, consacrata già nel V secolo, restano tracce significative, come le colonne romane riutilizzate nel quadriportico e numerosi frammenti epigrafici. Il complesso attuale conserva un impianto romanico arricchito da affreschi rinascimentali, in un dialogo continuo tra epoche diverse.
Durante le Giornate FAI, accompagnati dagli Apprendisti Ciceroni, si attraversano gli ambienti del convento per poi addentrarsi nel bosco circostante, dove si aprono le suggestive Grotte di San Fortunato. Scavate nella roccia, queste cavità raccontano un passato ancora più antico: forse luoghi di culto pagano legati a Mitra, poi trasformati in spazi di devozione cristiana.
Cosa assaggiare nei dintorni
A Montefalco il legame tra terra e cultura è immediato, e trova nella produzione agricola una delle sue espressioni più autentiche. Dopo la visita, il territorio invita a scoprire:
- il Sagrantino di Montefalco DOCG, vino simbolo di queste colline
- l'olio extravergine umbro, intenso e profumato
La Fortezza Spirituale del Duomo di Barga (LU)
Nel cuore della Garfagnana, il Duomo di San Cristoforo domina Barga dall'alto come una piccola acropoli, sospesa tra le Alpi Apuane e l'Appennino. Da qui lo sguardo si apre sulla Valle del Serchio, in un dialogo continuo tra paesaggio montano e presenza umana. Il complesso architettonico, che comprende il Duomo, la torre campanaria e il Palazzo Pretorio, si inserisce con naturalezza in questo contesto, accompagnato da un giardino di pini e cedri che ne rafforza la dimensione raccolta e contemplativa.
Durante le Giornate FAI, la visita prende avvio dalla terrazza antistante il Duomo, uno dei punti panoramici più suggestivi della Media Valle del Serchio, per poi proseguire all'interno dell'edificio e negli spazi circostanti, fino al vicino Palazzo Pretorio, oggi sede del museo civico. Un percorso che unisce arte, architettura e paesaggio.
Cosa assaggiare nei dintorni
In Garfagnana, anche la cucina riflette l'identità del territorio: essenziale, montana, profondamente legata ai cicli stagionali. Dopo la visita, vale la pena scoprire:
- il farro della Garfagnana IGP, protagonista di zuppe e insalate rustiche
- il pane di patate, dalla consistenza morbida e saporita
- salumi e formaggi locali, espressione della tradizione contadina
Il Monastero di Valle Christi a Rapallo (GE)

Rapallo (GE) Monastero di Valle Christi - foto Ufficio Cultura Comune Rapallo
Nel cuore del Tigullio orientale, tra Rapallo e Santa Margherita Ligure, il Monastero di Valle Christi emerge come una presenza silenziosa e potente, immersa nella piana di San Massimo. Tra i più importanti complessi monastici medievali del Levante ligure, Valle Christi racconta una storia in cui spiritualità e lavoro agricolo erano profondamente intrecciati.
Durante le Giornate FAI, la visita si trasforma in un percorso immersivo tra storia e natura: camminando tra le strutture del monastero, si riscopre il ruolo che questo luogo ha avuto nello sviluppo della valle, come centro religioso, agricolo e sociale.
Cosa assaggiare nei dintorni
In Liguria, il paesaggio si traduce immediatamente in sapore, e anche qui il legame con la terra è essenziale. Dopo la visita, il territorio del Tigullio invita a scoprire:
- il pesto genovese, espressione delle erbe aromatiche locali
- la focaccia ligure, semplice e identitaria
- i vini bianchi come Vermentino e Pigato, che raccontano la vicinanza al mare
Fondazione Edmund Mach a San Michele all'Adige (TN)

San Michele all'Adige (TN) Fondazione Mach 2019 - Foto di Marco Parisi
Nel cuore della valle dell'Adige, tra vigneti e paesaggi alpini, la Fondazione Edmund Mach rappresenta un punto di equilibrio perfetto tra passato e futuro, tra sapere agricolo e innovazione scientifica.
Fondata nel 1874 per volontà della Dieta tirolese di Innsbruck, l'allora Istituto Agrario nasce con una visione avanzata per l'epoca: affiancare alla formazione una stazione sperimentale e un'azienda agricola. Sotto la guida di Edmund Mach, diventa presto un modello di eccellenza a livello europeo. Il complesso sorge sui resti di un antico monastero agostiniano, di cui si conservano ancora oggi il chiostro, la sala del Capitolo e la cappella neogotica decorata da Hans Rabensteiner, creando un dialogo affascinante tra spiritualità e scienza.
Durante le Giornate FAI, il percorso di visita permette di attraversare gli spazi storici del monastero fino alla cantina sotterranea, dove si custodiscono vini pregiati. Qui si scopre anche il contributo di Carlo Scarpa, che negli anni Sessanta si occupò del rifacimento del centro enologico della scuola. Il campus, esteso su 14 ettari, è oggi un laboratorio a cielo aperto tra vigneti sperimentali, serre e strutture all'avanguardia.
Cosa assaggiare nei dintorni
A San Michele all'Adige, il legame con il vino non è solo culturale, ma strutturale. Dopo la visita, il territorio offre alcune delle espressioni più rappresentative del Trentino:
- gli spumanti Trento DOC, simbolo della viticoltura di montagna
- i bianchi aromatici come Müller Thurgau
- prodotti tipici come mele del Trentino e speck
Per l'elenco completo dei beni FAI da visitare durante le Giornate FAI di Primavera: fondoambiente.it


























