Immagina un naufragio nel 1431 che cambia per sempre la storia culinaria d'Italia. È da questo dramma, accaduto nelle gelide isole Lofoten della Norvegia, che nasce una delle tradizioni gastronomiche più affascinanti del Veneto: il bacalà alla vicentina. E ogni settembre, nella piccola cittadina di Sandrigo, questa storia straordinaria viene celebrata con passione e generosità attraverso la Festa del Bacalà, un evento che unisce storia, gastronomia e gemellanza internazionale.
Quando il destino incontra la cucina: la storia di Pietro Querini
Tutto inizia con Pietro Querini, un mercante veneziano che nel 1431 cercava fortune commerciali in Fiandre. Una tempesta devastante lo spinge a nord, oltre il circolo polare artico, fino alle isole Lofoten. Qui, tra il ghiaccio e la neve, scopre il "Stockfiss" - il merluzzo essiccato al vento - che gli abitanti usano come principale fonte alimentare.

Non è una semplice scoperta culinaria: è l'inizio di un legame commerciale e culturale che durerà secoli. Querini ritorna a Venezia portando con sé questo straordinario alimento, e ben presto lo stoccafisso si diffonde nell'entroterra veneto. Con il Concilio di Trento e le prescrizioni di astinenza dalla carne, il piatto trova terreno fertile e si afferma definitivamente come pietanza tipica vicentina.
La storia è così importante che nel 2012 è stata persino scritta un'opera lirica dedicata a Querini, rappresentata per la prima volta in Italia all'Arsenale di Venezia nel 2024.
Nove giorni di puro piacere: la Festa del Bacalà 2026
Dopo quasi quattro decenni di crescente successo, la 39esima Festa del Bacalà alla Vicentina arriva dal 17 al 20 e dal 24 al 28 settembre 2026, confermandosi come uno degli appuntamenti gastronomici più attesi del nord Italia.... leggi il resto dell'articolo»
Non è una semplice festa folcloristica, ma un'esperienza immersiva nel mondo del bacalà. Oltre 200 volontari, cassa esterna, servizio curato e la possibilità di asporto rendono l'evento accessibile e ben organizzato.
Qui potrai degustare:
- Il Bacalà alla vicentina classico - la ricetta ufficiale codificata dalla Venerabile Confraternita, che rappresenta la tradizione nel suo aspetto più puro
- Il Mantecato alla veneziana - cremoso e delicato, per chi preferisce variazioni
- Piatti alternativi e vegetariani
- Specialità creative: pizza gourmet al bacalà, pasticcio, bigoli, gnocchi e risotto al bacalà

Una proposta che equilibra il rispetto della tradizione con l'apertura all'innovazione culinaria.
La Ricetta ufficiale del Bacalà alla Vicentina
La Venerabile Confraternita del Bacalà alla Vicentina, fondata nel 1987 con l'obiettivo di preservare e promuovere questa straordinaria tradizione culinaria, ha codificato nel corso degli anni la ricetta autentica del bacalà. Non si tratta di una semplice raccolta di ingredienti, ma del risultato di studi e comparazioni tra le numerose varianti preparate nei ristoranti e nelle trattorie più prestigiose della provincia di Vicenza tra gli anni Trenta e Cinquanta. Questa è la ricetta ufficiale riconosciuta dalla Confraternita: seguila e potrai rivivere nella tua cucina la magia di una tradizione che ha attraversato i secoli.
Ingredienti per 12 persone:
- 1 kg di stoccafisso secco
- 250 gr. di cipolle
- ½ litro di olio d'oliva non fruttato
- 3 - 4 sarde sotto sale
- ½ litro di latte fresco
- poca farina
- 50 gr. di grana grattuggiato
- un ciuffo di prezzemolo
- sale e pepe

Preparazione:
Ammollare lo stoccafisso, già ben battuto, in acqua fredda, cambiandola ogni 4 ore, per 2-3 giorni.
Levare parte della pelle.
Aprire il pesce per il lungo, togliere la lisca e tutte le spine. Tagliarlo a pezzi quadrati possibilmente uguali. Affettare finemente le cipolle; rosolare in un tegamino con un bicchiere d'olio, aggiungere le sarde dissalate, diliscate e tagliate a pezzetti; per ultimo, a fuoco spento, unire il prezzemolo tritato.
Infarinare i vari pezzi di stoccafisso, irrorarli con il soffritto preparato, poi disporli uno accanto all'altro, in un tegame di cotto o di alluminio, oppure in una pirofila (sul cui fondo si sarà versata, prima, qualche cucchiaiata di soffritto); ricoprire il pesce con il resto del soffritto, aggiungendo anche il latte, il grana, il sale e il pepe. Unire l'olio fino a ricoprire tutti i pezzi, livellandoli.
Cuocere a fuoco molto dolce per 4 ore e mezza circa, muovendo di tanto in tanto il recipiente senza mai mescolare.
In termine vicentino questa fase di cottura si chiama "pipare". Solamente l'esperienza saprà definire l'esatta cottura dello stoccafisso che, da esemplare a esemplare, può differire, di consistenza.
Servire ben caldo con polenta in fetta: il "Bacalà alla vicentina" è ottimo anche dopo un riposo di 12 - 14 ore.
La garanzia di qualità: dalle Lofoten a Sandrigo
Un elemento che distingue questa festa è l'impegno verso l'eccellenza. Dal 2022, la festa collabora con il Consorzio Tørrfisk fra Lofoten, che ha ottenuto il marchio IGP europeo per lo stoccafisso norvegese. Ogni pesce è tracciato tramite QR code, garantendo al consumatore provenienza, qualità e autenticità.
L'Italia importa il 75% dello stoccafisso norvegese, e il Veneto è la regione che ne consuma maggiormente. Sandrigo non è un caso: è il cuore pulsante di questa passione, frutto di una gemellanza storica con il piccolo comune di Røst, nelle Lofoten.
Oltre il piatto: la Via Querinissima
La Festa del Bacalà non è isolata - è parte di un progetto europeo più ampio. Nel 2022 è stata costituita l'Associazione Internazionale Via Querinissima, che ricalca il percorso storico di Pietro Querini attraversando 14 paesi europei. L'associazione mira a ottenere il riconoscimento di Itinerario Culturale Europeo dal Consiglio d'Europa, promuovendo un turismo lento, consapevole e sostenibile.
Visitare la Festa significa essere parte di questa narrativa più grande: non è solo mangiare bene, è partecipare a una storia che connette il Mediterraneo al Nord Europa.
Un Riconoscimento Internazionale
Dal 2023, la festa porta il marchio UNPLI "Sagra di Qualità" - un riconoscimento che in Italia vanta solo 64 sagre su oltre 18.000. È una certificazione che premia i territori dove esiste un legame storico autentico tra tradizione culinaria e cultura locale.
Nel 2009, il bacalà alla vicentina è stato inoltre riconosciuto come uno dei cinque alimenti rappresentativi della tradizione italiana nel circuito EuroFIR.






















