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Capitale Italiana della Cultura 2024. In viaggio tra le finaliste

Capitale Italiana della Cultura 2024. In viaggio tra le finaliste

Ogni anno il Ministero della Cultura assegna a una città il riconoscimento di Capitale Italiana della Cultura. Un’iniziativa nata nel 2014 per permettere alla città designata di mettere in mostra le sue bellezze territoriali, le tradizioni e le tipicità che la rendono unica. Per conoscere quale sarà la Capitale Italiana della Cultura 2024 dovremo attendere il mese di marzo, sono però già note le 10 finaliste: Ascoli Piceno, Chioggia (VE), Grosseto, Mesagne (BR), Pesaro, Sestri Levante con il Tigullio (GE), Siracusa, Unione dei Comuni Paestum-Alto Cilento (SA), Viareggio (LU), Vicenza. Sono tutte località splendide e possono essere ottime mete per organizzare gite fuori porta e vacanze. Prima di preparare le valige però andiamo a conoscerne alcune. Senza pretesa di essere una presentazione esaustiva, andiamo a richiamare alcuni punti di interesse e specialità territoriali, che contiamo di approfondire nel corso dei prossimi mesi.

Aggiornamento del 16 marzo: sarà Pesaro la Capitale della Cultura Italiana 2024!

Vicenza

Terrra Mater a Vicenza

Fonte foto: sito del comune di Vicenza

Nel 1994 Vicenza è stata riconosciuta come Sito Patrimonio Mondiale dell’Umanità da parte dell’UNESCO per la sua unicità legata in particolare all’opera dell’architetto Andrea Palladio.
La città del Palladio merita una visita a partire dal centro storico dove si trova simbolo di Vicenza, la Basilica Palladiana, in cui fino ad aprile è allestita la mostraLa Fabbrica del Rinascimento. Processi creativi, mercato e produzione a Vicenza” che offre un panorama molto interessante sulla Vicenza del ‘500. Inoltre in questo periodo, lungo le vie del centro si incontrano alcune suggestive opere dell'artista toscano Andrea Roggi, dedicate al tema della sostenibilità e allestite in occasione della mostra "Terra Mater – Earth and Heaven" che anticipa l’edizione di VIOFF - Vicenzaoro Fuori Fiera.
Nel centro storico è raccomandata una visita ad alcuni dei monumenti simbolo della città, come la Chiesa di Santa Corona dove si trova lo splendido dipinto di Giovanni Bellini "Il Battesimo di Cristo", Palazzo Chiericati, sede storica del Museo Civico, e il Teatro Olimpico, progettato da Palladio e decorato con le scene fisse di Vincenzo Scamozzi. Imperdibile poi la visita al Santuario della Madonna di Monte Berico, uno dei più classici esempi di architettura barocca veneta, per il piazzale circostante che rappresenta uno spettacolare balcone panoramico sulla città.
Anche la cucina berica gioca un ruolo importante nella promozione di Vicenza, con diversi prodotti locali valorizzati nei piatti della tradizione, tra cui il tartufo, erbe spontanee, piselli, zucche, riso, radicchio, ciliegie, olio e patate di altissima qualità, oltre che salumi e formaggi famosi in Italia e all'estero. Tra i prodotti tipici del periodo invernale è d'obbligo ricordare il Broccolo Fiolaro di Creazzo, un ortaggio coltivato unicamente nella zona collinare del comune di Creazzo e in genere festeggiato a gennaio con una sagra. Nel mese di settembre, invece, tutta la provincia si mobilita per la tradizionale Festa del Bacalà alla Vicentina che celebra uno dei piatti più noti e apprezzati della gastronomia berica, a base di stoccafisso.

Appena fuori dalla città si può incontrare Villa Almerico Capra detta La Rotonda, forse la villa più famosa tra quelle progettate dal Palladio, e la Villa Valmarana ai Nani, coi suoi splendidi affreschi dei Tiepolo, padre e figlio. Allontanandosi dalla città di qualche chilometro lungo la Riviera Berica si incontrano, alle pendici meridionali dei Colli Berici, dei borghi ricchi di tradizioni enogastronomiche, oltre che di luoghi interessanti da visitare. Consigliate per esempio le visite ai luoghi di culto, alla scoperta di eremi, come quello di San Cassiano e di San Donato, di chiese storiche, come la chiesa di Santa Maria di Orgiano e l’antica Pieve di Nanto.
Proprio in questo territorio nascono alcuni dei migliori vini prodotti nella provincia di Vicenza, come il Tai Rosso e il Garganega, e si produce anche un eccellente olio extra-vergine di oliva, che rientra nella DOP Olio Extra Vergine di Oliva Veneto Valpolicella - Veneto Euganei e Berici e Veneto del Grappa.

In direzione nord si incontrano invece le Colline di Breganze dove il vino più caratteristico è il Torcolato, ma che è terra di produzione anche di grandi vini rossi.

A Vicenza c’è anche un’importante tradizione nella produzione di distillati, da gustare in particolare a Bassano del Grappa, dove si trovano le più importanti grapperie della zona, e a Schiavon, dove ha sede l'azienda Poli 1898, che consente di organizzare degustazioni con visita al Museo della Grappa.

Ascoli Piceno

Ascoli Piceno - Piazza del Popolo

Ascoli Piceno, una bellissima città delle Marche, si presenta con un magnifico centro storico, illuminato dai brillanti riflessi del travertino. Il cuore pulsante della città è Piazza Arringo in cui si affaccia la Pinacoteca Civica con una raccolta artistica di oltre 800 oggetti, ma a dominare la piazza è la Cattedrale di Sant’Emidio, tappa imperdibie per gli amanti della storia e dell’arte. Salendo nella zona più alta della città, sul Colle dell'Annunziata, si trova la Fortezza Pia, un'antica costruzione seminascosta dalla vegetazione. Vale la pena raggiungere questo punto anche solo per godere di una splendida vista panoramica della città e dei colli circostanti.

Tra le manifestazioni più caratteristiche non si può non ricordare la Quintana, affascinante rievocazione storica in cui si assiste alla sfilata del corteo storico e al torneo cavalleresco.

In tema di prodotti tipici è naturale partire dall'Oliva Ascolana del Piceno che nel 2005 ha ottenuto il marchio DOP. Ogni anno viene festeggiata nel mese di agosto con l'Ascoliva Festival, manifestazione che raduna i produttori locali di olive ascolane e che ospita tanti eventi tra incontri culturali e gastronomici, laboratori, premi e l’Oliva Day. Altre produzioni di spicco del territorio sono i vini, come la Passerina DOCG Offida, il Pecorino DOCG Offida e il vino Rosso Piceno DOC. Caratteristico anche l’anisetta, un liquore a base di anice verde.

Se si visita Ascoli Piceno in questo periodo non si può fare a meno di assaggiare i Ravioli di Carnevale, dei ravioli dolci con un ripieno di castagna lessa, cacao amaro e liquore.

Allargando lo sguardo ai dintorni, troviamo la mela dei Monti Sibillini (presidio Slow Food) e prodotto tipico di Montedinove, affascinante borgo appartenente alla Comunità montana dei Sibillini. Per godere della sagra dedicata a questo frutto è necessario attendere il mese di novembre, mentre in estate è tradizionale la sagra di "Montedinove Sapori ed Arte", con protagonisti altri prodotti tipici locali.

Un altro borgo della provincia da segnalare è Montefiore dell'Aso, situtato a strapiombo sulla cresta che divide le valli dell'Aso e del Menocchia, a 412 m di altezza. Qui si trova il Polo Museale di San Francesco con le sue preziose collezioni e il Museo Domenico Cantatore con le opere del pittore e incisore pugliese cui è dedicato.

Pesaro

Pesaro

Fonte foto: comune di Pesaro

Restando nella regione delle Marche troviamo anche Pesaro tra le finaliste candidate a Capitale Italiana della Cultura 2024. La città si affaccia sul Mare Adriatico ed è compresa tra due colline costiere: il San Bartolo e l'Ardizio. Si trovano numerosi monumenti ed edifici storici da visitare, compresa la Casa natale di Gioachino Rossini.
Per conoscere il territorio della provincia si può percorrere l’Itinerario delle Rocche che porta tra capolavori del grande architetto senese Francesco di Giorgio Martini, come rocche, palazzi e fortificazioni. Oppure il più vasto Itinerario della Bellezza nella provincia di Pesaro Urbino di cui fanno parte ben 12 comuni: Urbino, Gradara, Pesaro, Fano, Pergola, Fossombrone, Mondavio, Cagli, Gabicce Mare, Terre Roveresche, Sant’Angelo in Vado, Colli al Metauro.
A Pergola, uno dei borghi più belli d’Italia, si svolge la Fiera Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato, senza dimenticare che ospita il Museo dei Bronzi Dorati e della Città di Pergola.
Siamo nella terra delle ‘due vacanze in una’: Mondolfo, uno dei Borghi più belli d’Italia, scrigno di arte e cultura, e Marotta, capitale italiana del mosaico a cielo aperto, con il suo mare pluripremiato, dove sventolano la Bandiera Blu e la Bandiera Verde dei Pediatri, per le spiagge a misura di bambino e servizi apprezzati dalle famiglie, insieme alla Bandiera Gialla di Comune Ciclabile, per l’impegno nella promozione e nella realizzazione di infrastrutture e politiche a favore della bicicletta. Dal 2018 Marotta è diventata ufficialmente la ‘Città del mare d’inverno’.
Tra i sapori tipici locali di questa zona delle Marche troviamo il Brodetto alla fanese, specialità di Fano, dove ogni anno si svolge il Festival internazionale del Brodetto e delle Zuppe di Pesce.
Da gustare anche la Casciotta d’Urbino Dop, regina della tavola sin dal XV-XVI secolo. Dolce e delicata, ha il sapore del burro e del latte fresco col quale viene prodotta.
Ancora, la Crescia di Frontone ha una tradizione secolare nel suggestivo paese di Frontone. Adagiato alle pendici del Monte Catria, nel cuore di quel lembo d’Appennino posto a cavallo tra Marche ed Umbria, Frontone non a caso è stato denominato già decenni fa la “Svizzera delle Marche” per la qualità del territorio e la capacità di accogliere.

Unione dei Comuni Paestum-Alto Cilento

Templi Paestum

Unione dei Comuni Paestum-Alto Cilento (SA) è l’unica associazione di comuni presente tra i dieci finalisti nella procedura di selezione della Capitale italiana della Cultura 2024. Capaccio Paestum, Agropoli, Giungano, Cicerale, Ogliastro Cilento, Prignano Cilento, Torchiara, Rutino, Lustra, Laureana Cilento e Perdifumo. È questo l’elenco delle bellissime località cilentane che hanno deciso di consorziarsi e “fare squadra” per dare più valore e forza alla candidatura di quest’anno, con un obiettivo dichiarato: “La cultura fa l’unione”.

Questo territorio è uno scrigno di bellezze, un comprensorio di eccezionale valenza, che ospita, insieme, tre presidi dichiarati Patrimonio mondiale dell’umanità UNESCO, meravigliosa sintesi tra il patrimonio culturale, il bene paesaggistico e la cultura immateriale: il Parco Archeologico di Paestum e Velia (dal 1998 nella lista del patrimonio UNESCO), la natura incontaminata del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni (il più grande d’Italia, Riserva della Biosfera MAB dell’UNESCO dal 1997, iscritta nella rete dei Geoparchi UNESCO nel 2010), il prezioso rapporto tra la Dieta Mediterranea di Ancel Keys (dichiarata Patrimonio immateriale dell’umanità nel 2010) e la lunga vita dei centenari cilentani.

I due centri principali sono le città di Capaccio Paestum e di Agropoli e offrono ai visitatori siti culturali imponenti e già molto noti, dai maestosi Templi di Paestum, all’affascinante Castello Angioino Aragonese di Agropoli a picco sul mare. I piccoli borghi dell’interno, immersi in una natura incontaminata, con i loro magnifici centri storici, raccontano la storia antica di questa terra: dal Palazzo Baronale de Conciliis a Torchiara, sede dell’Unione dei Comuni, a Palazzo de Vargas a Perdifumo, dimora di Giambattista Vico, da Palazzo de Stefano a Ogliastro Cilento al grandioso Castello di Rocca Cilento, che si erge imponente su tutti i Comuni dell’Unione regalando allo sguardo un panorama a 360 gradi che lascia davvero senza fiato. Questi sono solo i più noti, ma il territorio è disseminato di chiese, Palazzi, reperti che tracciano una storia millenaria, dalle colonie greche della Magna Graecia fino allo sbarco degli americani dell'operazione Avalanche.

La zona è ricca di prodotti tipici: dai formaggi come la Mozzarella di Bufala DOP, Mozzarella co’ a mortedda (mozzarella avvolta in rametti di mirto) e la Cacioricotta del Cilento, ai legumi come il Fagiolo di Controne e i Ceci di Cicerale e altre tipicità come il Marrone di Roccadaspide IGP, i Fichi bianchi del Cilento e il Carciofo Tondo di Paestum IGP.

Siracusa

Siracusa piazza del Duomo

Fonte foto: Websi - pixabay

Siracusa si trova nella regione più agrumetata d’Italia dove infatti vengono coltivati prodotti come l’Arancia Rossa di Sicilia IGP con le sue varietà Tarocco, Moro e Sanguinello che si contraddistingue per una caratteristica unica al mondo, i pigmenti rossi, dovuti alla presenza di antocianine che si sviluppano grazie all’escursione termica tra giorno e notte favorita dalla presenza del vulcano Etna; il limone di Siracusa IGP prodotto nelle tipologie Primofiore e Bianchetto, in 10 comuni della provincia di Siracusa. La provincia è anche produttrice di una varietà di fragola, la fragola di Cassibile, festeggiata in aprile con una sagra dedicata. Tra i prodotti tipici locali c'è anche la Mandorla del Val di Noto, Presidio Slow Food, a cui è dedicato il Museo della Mandorla e dei prodotti tipici avolesi, dove ammirare le piante da frutto tipiche, gli ambienti della produzione del vino e dell’olio con foto d’epoca e attrezzi agricoli.

Oltre a gustosi prodotti tipici, Siracusa (Patrimonio Unesco dal 2005) offre splendidi monumenti e siti da visitare: la Necropoli Pantalica, Noto e il suo Barocco, l’Oasi di Vendicari, Cavagrande del Cassibile e i borghi marinari. Tra questi ultimi citiamo Marzamemi che da semplice borgo di pescatori oggi è diventata una vera chicca, una perla del Mediterraneo, arroccata sugli scogli davanti ad un panorama mozzafiato. Qui si respira ancora lo stretto legame tra il mare e la popolazione che permea gli stretti vicoli, impregnati di odore di salsedine, le antiche case dei pescatori e la tonnara, una delle più grandi e antiche della Sicilia.
Fanno invece parte dei Borghi più belli d’Italia: Buccheri, Ferla e Palazzolo Acreide. Quest’ultimo borgo ha una lunga tradizione norcina, con tanti prodotti gastronomici tra cui la Salsiccia di Palazzolo Acreide, Presidio Slow Food.

Certamente tutte le 10 finaliste meriterebbero attenzione e ben più di una visita, ma in questo spazio ci fermiamo qui, e attendiamo con molta curiosità l'appuntamento di marzo nel quale sarà proclamata la Capitale Italiana della Cultura 2024.

Della Redazione, 15 febbraio 2022