Vitigni autoctoni
Autochtona 2015 - Bolzano

Autochtona 2015 - Bolzano

Al termine della seconda giornata dell'unica manifestazione nazionale dedicata ai vitigni autoctoni, ovvero storicamente radicati in un territorio, ospitata dalla Fiera di Bolzano, sono stati assegnati i premi decretati dalla giuria di "Autoctoni che passione!", i cosiddetti "Autochtona Awards".
Partiamo quindi dal dare il meritato spazio ai vincitori, nelle diverse categorie, che hanno visto emergere realtà ben distribuite in tutta le penisola ed anche nelle isole.

 

  • Il premio Miglior Vino Rosso ha premiato una cantina del Nord, l'azienda Ornella Molon Traverso, col suo Raboso DOC Piave 2009.
  • Nella categoria del Miglior Vino Bianco, il premio è andato in Lombardia, col Trebbiano di Lugana Brolo DOC 2014 della Cantina Marsadri.
  • Il premio Migliori Bollicine è andato al Lambrusco Rosé di Modena Spumante DOC Brut 2011 della Cantina della Volta.
  • La Toscana con la Fattoria San Michele a Torri ha raccolto il riconoscimento nella categoria Miglior Vino Dolce con il "Vin Santo" DOC Colli dell'Etruria Centrale 2011.
  • Scendiamo fino in Sicilia per la categoria del Miglior Vino Rosato, dove il premio è andato a I Custodi delle Vigne dell'Etna per il suo Alnus Etna Rosato DOC 2012.
  • Il Premio Speciale Terroir, che viene assegnato tradizionalmente all’etichetta che meglio rappresenta l’espressione del vitigno legato al suo territorio di riferimento, è andato alla Sardegna, con 'Entu, Vermentino di Sardegna DOC bio 2014 di Colline del Vento.

 

Autochtona 2015 Vincitori

 

E proprio da qui voglio partire per raccontare alcune storie, tra le tante che meriterebbero di essere portate all'attenzione. Questo vino, Vermentino di Sardegna DOC bio 2014 di Colline del Vento, mi aveva colpito molto all'assaggio, come mi avevano colpito la semplicità e la voglia di fare un vino autenticamente espressione del territorio dei due giovani titolari dell'azienda. E' stato un piacere scoprire che anche la giuria ha premiato un prodotto davvero interessante, sia al naso che in bocca, con una ricchezza di profumi capace di raccontare le tante sfumature di un territorio mediterraneo, sapido e minerale al gusto. Certamente una storia che sarà bello approfondire e raccontare in modo più compiuto, di un'azienda che si concentra su due vini che così bene sanno rappresentare questa terra, in bianco e in rosso: il Vermentino e il Cannonau di Sardegna.

 

La seconda storia che ci piace portare in luce è quella della cantina Elcitera di Peschiera del Garda, di una famiglia di vignaioli dal 1927, presente col suo Lugana Doc “L'Artigianale”, prodotto che qualcuno potrebbe definire estremo perché ricavato da solo mosto fiore, completamente lavorato a mano, senza alcun trattamento, e non filtrato. Un vino che ad ogni annata porta con sé tutte le peculiarità di quel ciclo stagionale, tanto più apprezzabile perché espressione di una DOC, il Lugana, che gode di grande successo commerciale e che può superficialmente essere etichettato come “vino di moda”, in Italia e all'estero.

Lugana l'Artigianale

 

Infine qualche parola su un altro progetto che ha delle caratteristiche di viticoltura di frontiera, non tanto per la posizione geografica - siamo nel territorio comunale della città di Brescia – quanto per la scelta di riscoprire e proporre in purezza un vitigno snobbato e sulla via del completo abbandono: l'invernenga. Pusterla 1037
Parliamo della cantina Pusterla di Brescia.
Un vigneto recuperato, con viti anche centenarie, allevate a pergola, di un vitigno che in provincia di Brescia veniva un tempo utilizzato come taglio nella vinificazione di vini rossi perché possedeva la peculiarità di favorire la fermentazione.

Solo questa cantina ha voluto scommettere sulla possibilità di ricavarne un vino bianco in purezza di carattere, certamente non ruffiano, ma che sa conquistare per la sua definizione. Gusto estremamente asciutto, con una vena acida e sapida che ne sostiene la percezione in bocca e con un bel finale vagamente amarognolo.
L'azienda ne produce una versione base, più fresca e immediata, ed una più complessa e ricercata, denominata “1037” in virtù dell'anno a cui risalgono i primi cenni storici su questo vitigno, frutto dall'accurata selezione delle uve migliori per maturità ed esposizione in vigneto, preferibilmente provenienti dalle piante più vecchie, di una vinificazione particolare, che vuole assecondare le caratteristiche di un'uva a bacca bianca dalla vocazione “rossa”, e di due anni di affinamento prima di arrivare in commercio.

 

Ribadendo che questi tre richiami non esauriscono certo i progetti di grande interesse presenti a quest'edizione di Autochtona, che solo in parte abbiamo avuto modo incontrare direttamente, non posso che concludere consigliando a tutti gli amanti del vino “autentico”, fortemente legato al territorio, di partecipare a questa manifestazione nelle prossime edizioni, perché certamente non ne rimarrete delusi.

 

AG



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