Turismo e paesaggio • Veneto
"Asiago Foliage", una festa per gli occhi, coi colori autunnali dell'Altopiano

Asiago - Foto di Roberto Costa Ebech

È tempo di foliage: Asiago si riveste di colori e profumi autunnali, le montagne dell’Altipiano si trasformano in uno dei luoghi più affascinanti d’Italia per chi ama il periodo dell’anno che nel Nord America chiamano “estate indiana”: a partire da settembre i boschi si saturano di colori, l’aria si fa più frizzante, le giornate si accorciano e i raggi del sole, più inclinati, regalano tonalità aranciate al panorama.

L’”innamoramento collettivo” per il foliage di Asiago è talmente sentito che ogni anno viene celebrato con una festa che dura un intero weekend: Asiago Foliage.

Foliage da scoprire sulle montagne di Asiago

Un mosaico di colori si dipana a vista d’occhio, pronto ad essere “catturato” dal fotografo. Sono tanti i luoghi, noti e meno noti, che offrono la possibilità di cogliere l’autunno in tutto il suo splendore cromatico. Ad ottobre la bellezza dei panorami di Asiago raggiunge forse il suo massimo picco, tra il rosso intenso degli aceri e dei ciliegi selvatici, l’oro soffuso dei larici e dei faggi, l’ocra e l’arancione che creano un contrasto con il verde degli abeti rossi.

Che si prediliga un’esplorazione a corto raggio – fino ad un’ora di cammino, se si va a piedi – alla portata di tutti, o si scelga di inoltrarsi sui sentieri da trekking, non si rimarrà delusi, ma al contrario, ci si imbatterà in una vista eccezionale.

Gli itinerari più semplici

Asiago si trova al centro di una rete di sentieri che si inoltra dolcemente nella vegetazione, perfetta per gli escursionisti, ma anche per i cavalieri, con mulattiere da percorrere lentamente in sella al cavallo, e per i biker, che possono pedalare anche sulle bici elettriche per salire a quote più alte e affrontare pendii più ripidi.

A soli 5 km dal centro, in località Meltar, ecco la zona del Golf Club, considerato uno dei più bei campi di montagna d’Europa. Tutto intorno si ammira la veste autunnale di aceri, larici, tigli, ciliegi.

Sempre in prossimità di Asiago troviamo Cima Ekar. Tappa dell’Alta via Tilman, è la sede, tecnologicamente avanzatissima, di una stazione di osservazione dotata del più grande telescopio in Italia. Ma anche senza puntare lo sguardo verso le stelle vale la pena di ammirare la meravigliosa faggeta circostante, specialmente in orario serale.

Da provare anche gli itinerari che fanno parte di “Futourist”, il programma di cooperazione transfrontaliero Interreg Italia-Austria, tutti di grande pregio naturalistico, paesaggistico, storico e culturale. Percorsi che nascono in seguito a una riflessione sulla mobilità dolce e lenta, che ben si sposa all’autunno.

Ad esempio, da Camporovere, in poco più di un’ora, si raggiunge il Forte Interrotto, sentinella che veglia su Asiago, circondato da un bosco dai colori magici. Si parte dal centro di Asiago per raggiungere Cima Zebio, ammirando lungo la strada larici, faggete, pini e abeti rossi. Qui si trova il Museo all’aperto della Grande Guerra, che racconta, attraverso le “cicatrici” del fronte, come trincee e gallerie, come vivevano i soldati nel loro quotidiano.

Più impegnativa la “scala delle Alpi”, Calà del Sasso, un tripudio di colori e un vero monumento storico. Composta da 4.444 gradini di calcare grigio tra rocce e strapiombi, era la via utilizzata anticamente dai taglialegna per fare rotolare i tronchi d’albero fino al Brenta, e da lì fino a Venezia. In autunno il colore dei faggi e lo scrocchiare delle foglie depositate sul sentiero rendono questo percorso un’esperienza sensoriale speciale.

Trekking e adrenalina

La montagna è anche avventura, adrenalina, esplorazione attiva del territorio. Allontanandosi di qualche km, muniti di scarponcini e abbigliamento adeguato, si possono scoprire itinerari semplicemente unici, ben segnalati dal CAI.

Forse la zona che in autunno esprime al meglio la sua tavolozza di colori è la Val Galmarara, dove il giallo del larice, associato al pino mugo, crea una combinazione sorprendente. Si sale da piazzale Lozze, si raggiunge il Baito Ortigara e si arriva a una trincea austroungarica scavata nella roccia, per poi continuare fino alla sommità del monte, a 2105 metri. Qui ci si imbatte in un cippo commemorativo italiano e, pochi minuti dopo, in uno austriaco.

Ma ad Asiago c’è molto di più: uno sport molto adatto alla stagione autunnale è l’arrampicata. In tanti sfruttano i cosiddetti mesi tiepidi per andare in parete, approfittando della ricchezza di falesie di Asiago e dell’Altopiano 7 Comuni.

Da provare la Falesia Covolo di Lusiana, con tiri strapiombanti di grande fascino, adatti a tutti i livelli di difficoltà. A Foza, tra gli abitati di Ori e Biasia, ci sono vie esposte a sud, prevalentemente di difficoltà medio-alta, mentre a Camporovere si trova Höll, una falesia all’aperto.

Info: http://www.asiago.to/IT/

Immagine: Asiago - Foto di Roberto Costa Ebech

Fonte articolo: Comunicato stampa OMNIA Relations