L'8 marzo è spesso raccontato attraverso mimose e celebrazioni simboliche. Ma c'è un altro modo per leggere questa data: osservare come le donne abbiano inciso sulla storia della gastronomia, dell'industria alimentare e dell'enologia.
Non solo custodi della tradizione, ma autrici di manuali che hanno formato generazioni, imprenditrici capaci di trasformare un'intuizione in un'icona dolciaria, chef che hanno ridefinito gli standard dell'eccellenza gastronomica. Dai ricettari che hanno codificato la cucina italiana del Novecento alle stelle Michelin conquistate quando la brigata era un mondo quasi esclusivamente maschile.
In occasione della Festa della Donna celebriamo alcune donne che hanno cambiato il modo di cucinare, di servire, di produrre e di raccontare il cibo, fino ad arrivare al settore del vino, dove la presenza femminile ha costruito reti, competenze e nuove prospettive.
Cinque donne che hanno cambiato la cucina e l'industria alimentare

Immagine generata con AI a scopo illustrativo
Il nostro racconto parte da Luisa Spagnoli, imprenditrice italiana famosa per la creazione dei Baci Perugina. Nel 1907 insieme a Francesco Buitoni e Leone Ascoli fonda la piccola azienda Perugina, nel centro di Perugia. Rimasta solo lei con i figli alla guida dell'azienda, riesce a portarla al successo e crea la ricetta del cioccolatino oggi icona della cioccolateria italiana.
Ada Boni è stata una gastronoma e giornalista italiana cha contribuito a codificare la cucina domestica del Novecento con Il talismano della felicità, suo celeberrimo ricettario premiato alla Mostra internazionale dell'economia domestica del 1927. Nel manuale di cucina, edito nel 1929 ma ancora oggi molto popolare, Ada offre un modello organizzato, rigoroso e accessibile che ha formato generazioni di famiglie italiane.... leggi il resto dell'articolo»
Eugénie Brazier è stata la prima donna al mondo a ottenere tre stelle Michelin contemporaneamente nei suoi due ristoranti a Lione, nel 1933, segnando la storia della cucina francese. Una delle più grandi chef del mondo, fu maestra di Paul Bocuse e cucinò per artisti, intellettuali, politici. La sua non fu una vita facile: orfana e quasi analfabeta, grazie alla sua forza di lavoratrice instancabile riuscì a diventare una delle donne più influenti della gastronomia.
Decenni dopo, la cuoca francese Annie Féolde ha segnato un primato storico in Italia conquistando nel 1993 la terza stelle Michelin con Enoteca Pinchiorri, famoso locale a Firenze. L'anno successivo un grave incendio danneggia la cantina e il locale perde la terza stella, che sarà poi ottenuta nuovamente nel 2004. Il suo percorso, fatto di visione, resilienza e rigore, resta una delle testimonianze più solide di come talento imprenditoriale e alta cucina possano tradursi in un progetto duraturo e riconosciuto a livello internazionale.
Antonia Klugmann, cuoca italiana nata a Trieste, conosciuta anche per la partecipazione a MasterChef come giudice, rappresenta invece la contemporaneità: una cucina identitaria, territoriale e sostenibile, capace di dialogare con il grande pubblico anche attraverso la televisione, contribuendo a ridefinire l'immagine della chef donna.
In modi diversi, tutte hanno ampliato lo spazio delle donne nella cucina e nell'imprenditoria di settore, trasformandolo in autorevolezza culturale, professionale ed economica.
Le Donne del Vino: la rete che ha dato voce all'enologia al femminile
Abbiamo appena visto come la storia della gastronomia presenta figure femminili decisive e non potevamo fare a meno di raccontare come anche nel mondo del vino troviamo esempi altrettanto significativi. In un settore tradizionalmente percepito come maschile, le professioniste hanno saputo conquistare spazio, autorevolezza e capacità di visione, incidendo non solo sulla produzione ma anche sulla narrazione e sull'evoluzione culturale del vino.

Consiglio dell'Associazione Nazionale Le Donne del Vino
L'associazione Le Donne del Vino, fondata nel 1988 e oggi la più grande realtà mondiale dell'enologia al femminile. Riunisce oltre 1.250 socie tra produttrici, enotecarie, sommelier, ristoratrici, giornaliste, architette, avvocate e professioniste della filiera, ed è presente in tutte le regioni italiane con delegazioni attive e coordinate.
Associazione senza scopo di lucro, promuove la cultura del vino e valorizza il contributo femminile lungo l'intera filiera vitivinicola. Accanto alle attività divulgative, realizza ricerche sul gender gap in cantina, sostiene pratiche più sostenibili (come l'adozione del vetro leggero) e collabora con università ed enti di formazione per sviluppare percorsi di aggiornamento e alta specializzazione, con particolare attenzione al marketing e alla comunicazione.


























